Cena di solidarietà ai compagni arrestati


Natale Proletario

Cosa porterà quest'anno babbo natale ai proletari di questa antica e ridente città?
Sfratti, precarietà, repressione, sgomberi, guerra, prezzi alle stelle, sfruttamento: ecco il natale che ci hanno preparato  padroni grandi e piccoli (centrodestra, centrosinistra, confindustria, sindacati, imprenditori, banche e chi più ne ha, più ne metta).

Non facciamoci più prendere in giro!
Facciamogliela noi la festa!

:: :: DICEMBRE ALL'EXPERIA :: ::
  • 22 dicembre: cena popolare + giochi (a partire dalle 21.00)
  • 28 dicembre: l'antico e nobile gioco della TOMBOLA per grandi e bambini (a partire dalle 18.00)
  • 29 dicembre: Dirty Breeders (back in town) + DJ CRIS. La storica band punk HC più l'astro nascente delle serate rock'n'roll catanesi (a partire dalle 21.30)



Comunicato dell’Associazione Solidarietà Parenti e Amici degli arrestati il 12/2/2007

20/12/2007: Sul 12 dicembre, Comunicato dell’Associazione Solidarietà Parenti e Amici degli arrestati il 12/2/2007


solidarietà

Innanzitutto ringraziamo calorosamente tutti coloro che si sono mobilitati per portare la loro solidarietà ai compagni sotto processo e per impedire che, nell’anniversario della strage di stato di Piazza Fontana, i fascisti di Forza Nuova manifestassero pubblicamente a Milano.

Il 12 dicembre, sia all’interno dell’aula bunker di San Vittore, che all’esterno si è espressa con forza e determinazione la volontà di reagire, resistendo, alla repressione e al fascismo.

Dentro l’aula
All’appello degli imputati il compagno operaio Vincenzo Sisi ha risposto: “Con il corpo sono presente, ma la mia testa è con gli operai della Thyssen- Krupp”.
Gli altri imputati hanno risposto applaudendo e col pugno alzato.
La pm Bocassini ha rilevato che i pugni alzati sono una mancanza di rispetto alla corte!...(e poi la chiamano “toga rossa”!)
Gli avvocati della difesa hanno contestato il trattamento riservato agli imputati e a loro stessi: i compagni erano in gabbie singole, separati da uno schieramento di guardie e transenne dai difensori che erano quindi quasi impossibilitatti a conferire con i propri assistiti.
E’ stata richiesta la revoca del perdurante divieto d’incontro tra imputati, misura assurda visto che l’inchiesta per loro è chiusa da tempo e che ha comportato molte angherie durante la detenzione, ormai di dieci mesi, in particolare l’isolamento e i continui trasferimenti.
Gli avvocati della difesa hanno inoltre richiesto l’avvicinamento alla sede processuale, visto che alcuni compagni sono stati prelevati dal carcere o dai domiciliari alle quattro di notte per essere riportati a destinazione il giorno stesso e per poi essere riprelevati, con le stesse modalità, per le udienze dei prossimi giorni.
Sono poi state eccepite varie nullità sulla richiesta di rinvio a giudizio:
- nullità in relazione alla violazione del diritto di difesa derivante dalla mancata consegna di tutte le copie degli atti processuali entro i termini di legge,
- nullità, sempre in relazione al diritto di difesa, dovuta ai trasferimenti ed alla dispersione degli imputati lontano dalla sede processuale (anche in contrasto con l’art. 6 della Convenzione di Strasburgo) poiché ciò ha ostacolato l’incontro con i legali,
- nullità in relazione alla violazione derivata dalla mancata considerazione della sospensione del periodo feriale (l’inchiesta è stata chiusa proprio a ridosso del periodo di chiusura estiva del tribunale),
- nullità rispetto ai 5 giorni di divieto d’incontro con i difensori imposto dopo l’arresto degli imputati,
- nullità in base alla contestazione di gravi irregolarità nelle procedure seguite per le intercettazioni telefoniche,
- nullità poiché la richiesta di rinvio a giudizio è stata effettuata ben prima della conclusione dell’incidente probatorio relativo alla trascrizione di tutte le intercettazioni ambientali che sono parte preponderante di questo processo,
- nullità poiché le perizie tecniche sono state disposte dall’accusa in contemporanea e in diverse sedi fra loro lontane impossibilitando così la difesa a parteciparvi
- nullità per l’impossibilità di far entrare nell’inchiesta fonti come il Sisde (Servizi segreti). Il Sisde non può entrare nella sistematica giuridica ordinaria mentre, entra in questo processo, facendo vestire le sue indagini (che non possono avere la connotazione di indagini di polizia giudiziaria) attraverso delle relazioni della Digos e facendo confluire comunque dei filmati e delle foto che aveva raccolto nel corso del suo lavoro.

E’ stata poi contestata e ritenuta illegittima la costituzione di parte civile da parte di Forza Nuova sia per motivi politici, perché non è ammissibile che una forza volta alla ricostruzione di un partito fascista possa essere accettata nelle aule dei tribunali in quanto ciò, per la legge italiana, è un reato punito con la reclusione da 5 a 12 anni, sia per motivi procedurali, in base ad irregolarità nella presentazione della richiesta.
A tutto ciò il gup Marina Zelante risponderà nell’udienza del 14 dicembre.

Fuori dall’aula
Fin dalle otto del mattino un folto numero di compagni ha presenziato nei pressi dell’aula bunker dando vita poi ad un presidio in Piazza Aquileia che, dalle nove in poi, è andato via via ingrossandosi. Diverse centinaia di persone vi hanno partecipato: compagni, situazioni collettive del movimento milanese ma anche delegazioni da altre parti d’Italia, antifascisti, anarchici e singole persone che sono venute a dare solidarietà. Numerosa la presenza dal Veneto e del Cpo Gramigna di Padova che ultimamente ha subito un nuovo arresto di un giovane militante.
Gli slogan, la musica, i petardi e i fuochi d’artificio hanno tenuto compagnia fino a pomeriggio ai prigionieri di San Vittore che salutavano e rispondevano attraverso le sbarre delle finestre. Il presidio ha espresso anche la solidarietà ai prigionieri in lotta contro l’ergastolo, in sciopero della fame dal primo dicembre.
Sono state lette numerose lettere dei compagni sotto processo, comunicati di solidarietà e comunicati contro il terrorismo di stato e contro i fascisti. Un lavoratore ha letto un comunicato per esprimere la rabbia e la vicinanza di tutti agli operai della Thissen-Krupp, barbaramente colpiti dal terrorismo dei padroni: le morti sul lavoro a scopo di profitto.
L’arrivo in corteo degli studenti, provenienti dalla manifestazione studentesca indetta per ricordare l’anniversario della strage di stato di Piazza Fontana, ha trasformato il presidio in blocco stradale e successivamente in corteo che ha sfilato fin nelle vicinanze di Piazza Filangeri, entrata dell’aula bunker, dove i fascisti di Forza Nuova avevano promesso un presidio contro il comunismo. Lo striscione che apriva il corteo diceva: “12 dicembre 1969 - 12 dicembre 2007, il solo terrorismo è quello dello stato! Libertà per i compagni!”.
La giornata di mobilitazione ha raggiunto l’obiettivo di impedire ai fascisti la sceneggiata anticomunista e reazionaria che avevano promesso e ha dato visibilità alla solidarietà di classe che, nonostante tutti i pesanti attacchi repressivi subiti dal 12 febbraio in poi (compresi arresti) si è mostrata rafforzata ed estesa.
La solidarietà fa paura ed è forse per questo che i mass media, che tanto si sono sbizzarriti a scrivere per denigrare i compagni e per dar voce all’accusa, hanno taciuto (tranne per qualche trafiletto) sulla giornata del 12 dicembre a Milano.
I compagni sotto processo non sono criminali isolati come vorrebbero mostrare l’accusa, la stampa, lo stato, i partiti istituzionali, i vertici sindacali. La giornata del 12 ne è stata un’ulteriore dimostrazione ed è stata anche un momento importante per tutto il movimento di classe che ha opposto resistenza al tentativo di distruggere l’identità dei compagni e di mischiare le carte con la convocazione dell’udienza preliminare proprio nella data simbolo dello stragismo di stato.

Grazie a tutti quelli che hanno partecipato a Milano e a tutti coloro che in altre parti d’Italia, ma anche all’estero, hanno organizzato iniziative non potendo essere presenti.
Le adesioni sono arrivate numerose.

Il solo terrorismo è quello dello stato!
Per i compagni libertà, estendiamo la solidarietà!

Milano 13/12/2007
Associazione di Solidarietà Parenti e amici degli arrestati il 12/2/2007

http://www.autprol.org/


Una firma contro il precariato :: ABOLIAMO LA LEGGE 30!

Come lavoratori, precari, disoccupati e studenti vogliamo esprimere il nostro totale e incondizionato dissenso nei confronti della legge 30 (legge Biagi), che introduce forme di lavoro precario in Italia.
Una legge che toglie ogni diritto al lavoratore che lo lascia senza contribuzione per lunghi periodi, che lo priva della possibilità di avere una pensione in futuro, che gli rende impossibile l'accesso  alle forme di credito, che non gli permette di avere un minimo di stabilità per progettare il proprio futuro, che in sostanza rende la sua vita e quella dei suoi familiari instabile, senza certezze, PRECARIA.
Esternalizzazioni, co.co.pro, staff leasing, contratti atipici, lavoro a chiamata, trasferimento d’azienda, lavoro ripartito sono solo strumenti di profitto e di sfruttamento per milioni di lavoratori(giovani e non più giovani): al giorno d’oggi sembra che l'unico modo per rendere competitiva un'azienda, uno Stato, sia quello di abbassare il costo del lavoro e creare flessibilità.
E i sindacati confederali che fanno? Negli ultimi anni hanno avuto esclusivamente il ruolo di mediatori tra chi vende e chi compra lavoro, garantendo solo gli interessi del compratore, cioè il padrone, e perdendo del tutto la funzione storica per cui sono nati, ovvero tutelare gli interessi dei lavoratori.
La legge 30 non può essere migliorata:
deve essere abrogata!

Chi parla di miglioramenti non fa che il gioco di confindustria e dei padroni, ai quali la precarietà conviene, eccome: minori contributi ai lavoratori, distruzione dei diritti che i lavoratori hanno conquistato  a costo di lotte durissime negli scorsi decenni, divisione dei lavoratori,  infinite possibilità di ricatto legate al rinnovo dei contratti, licenziamenti in tronco ad ogni nuova crisi di produzione.
A tutto questo si risponde con la lotta!
Costruiamo nella nostra città una mobilitazione contro questa legge che crea sfruttamento e povertà.
Riprendiamoci la nostra dignità

 


APPELLO PER UN PRESIDIO DI SOLIDARIETA' CON I COMPAGNI PROCESSATI

 

Il 12 dicembre sarà il 38° anniversario della strage di piazza Fontana che segnò l'avvio della strategia stragista in funzione antioperaia e controrivoluzionaria da parte della borghesia, per colpire e frantumare la mobilitazione di classe.

Oggi come ieri lo stato è artefice di stragi e repressione, che attualmente assumono, sul fronte esterno, la forma di aggressioni militari contro altri popoli, come in Afghanistan, Iraq, Libano e Palestina e dove si riscontra una forte resistenza di quegli stessi popoli.

Sul fronte interno, come faccia della stessa medaglia, lo stato sta portando avanti un sistematico programma di militarizzazione e repressione delle contraddizioni sociali, attraverso la promulgazione di leggi liberticide e politiche securitarie: la limitazione dell'agibilità politica e sindacale fuori dalle compatibilità prestabilite.

Nonostante questo massiccio attacco padronale la mobilitazione di massa continua: esempi evidenti sono rappresentati dalla grande partecipazione operaia alle mobilitazioni per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici, contro il precariato, contro l'ampliamento della basi USA in Italia, la NO TAV in Val di Susa, le mobilitazioni dei lavoratori immigrati contro i pesanti ricatti che subiscono ed il supersfruttamento e non da ultime le lotte dei detenuti che in questi giorni attraversano le carceri per l'abolizione dell'ergastolo e le dure condizioni di prigionia.

In questo quadro di conflitto è sistematico l'attacco repressivo e preventivo che lo stato sta conducendo contro tutti i tentativi di riorganizzazione politica, espressione dello scontro di classe esistente, attraverso l'incarcerazione di comunisti, antimperialisti, antifascisti ed anarchici; i licenziamenti politici di delegati e operai combattivi da Melfi a Milano.

Particolare aggressività ha dimostrato l'Operazione Tramonto che tra Milano, Padova, Torino e Trieste ha portato all'arresto di 17 persone tra militanti comunisti, compagni di movimento, apprezzati sindacalisti di base, che erano attivi nell'organizzazione delle lotte nei propri posti di lavoro, sul territorio, nelle università e contro l'imperialismo, al di fuori degli schemi della compatibilità politico-istituzionale.

Non casuale è stata la scelta da parte della Magistratura di fissare l'udienza preliminare proprio in occasione dell'anniversario dell'attentato di piazza Fontana, riproponendo uno scenario in cui "giudici e parti lese" sono quello stesso stato stragista, i piduisti, i neofascisti e i padroni assassini, mandanti ed esecutori di una stagione di stragi antiproletarie.

Si tenta così un'operazione di rovesciamento delle parti e di cancellazione della memoria storica: per questo è importante mobilitarci ed esprimere la solidarietà di classe ai compagni sotto processo, partecipando al presidio che si terrà davanti al carcere di San Vittore il giorno 12 dicembre a partire dalle ore 9.00.

Tanto più importante sarà la mobilitazione in questa giornata, considerando che i neofascisti di FN hanno pubblicamente espresso la volontà di presidiare la piazza in funzione anticomunista.

La solidarietà è un'arma!

Opponiamoci alla repressione!


Processo per i fatti del G8

Il processo ai 25 manifestanti accusati di devastazione e saccheggio per i fatti di Genova e la richiesta di 225 anni di carcere non sono che l’ennesimo tassello di una campagna repressiva feroce e continuata verso chi, qui in Italia, da anni si oppone in maniera radicale a padroni e poteri forti.
Il “concorso morale in devastazione e saccheggio” è stato usato con il fine di criminalizzare la presenza ad una iniziativa di piazza, mentre l’associazione sovversiva è stata usata per colpire realtà politiche extraparlamentari  e movimenti anticapitalisti sulla base della semplice conoscenza e frequentazione tra compagni.
Le violenze della polizia, le torture ai fermati, il “macello” della scuola Diaz, l’omicidio di Carlo Giuliani, la bocciatura della commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione dell’ordine pubblico in quelle giornate, non sono solo degli episodi vergognosi, sono un vero e proprio buco, un vuoto nella storia di questo paese.  In realtà, a Genova
i criminali sono stati loro!

Chi processa i compagni imputati per la propria partecipazione attiva a quelle giornate vuole innanzitutto stravolgere e rimuovere il significato politico di quel “movimento” e le ragioni che lo ispirano, mentre chi li sostiene vuole difendere con essi i contenuti e le pratiche espresse in quei giorni.
Si vuole criminalizzare l’azione diretta non delegata, né sponsorizzata da alcuna organizzazione istituzionale,  perché questa è l’ unico strumento di trasformazione reale dell’esistente, è l’unica lotta che paga. E’ questo il portato dell’opposizione agli ultimi vertici internazionali, cosi come questa estate in Germania, passando per l’11 marzo dell’anno scorso a Milano e a Torino nel 2005.

In una situazione in cui la risposta alle crescenti difficoltà economiche è la sempre più capillare riduzione degli spazi di “democrazia” e di agibilità politica, in cui lo scontro sociale e politico è sempre più blindato dentro forme di rappresentanza vuote e insignificanti, il monopolio morale e materiale della violenza è per lo stato uno strumento strategico  per annientare ogni possibile anomalia e forma di contestazione. La violenza viene oggettivamente ammessa, anzi scientificamente programmata e organizzata, ma solo per difendere precisi interessi economici e politici.
Così anche ciò che è successo domenica, l'omicidio di Gabriele Sandri, non è che l'ennesima dimostrazione di una repressione sociale sempre più aspra e sempre meno controllabile. Ma quello di Gabriele è solo un episodio che ha fatto scalpore: quotidianamente assistiamo a decine di episodi di ordinaria repressione: dai rastrellamenti nei quartieri popolari, alle espulsioni per gli immigrati, agli spari nei posti di blocco, alle perquisizioni e agli arresti dei compagni. La repressione attacca in maniera indiscriminata ogni forma di reazione alla situazione esistente.

A tutto questo si risponde con la lotta per il proprio diritto a un'esistenza dignitosa, senza precarietà, senza schiavitù, senza frontiere e dando solidarietà ai compagni che questa lotta la portano avanti da anni.


 


APRE LA PALESTRA POPOLARE ALL'ANTICO CORSO

L’Antico Corso, come altri quartieri popolari di Catania  è stato puntualmente dimenticato dalle varie amministrazioni comunali che negli anni si sono susseguite. In questo quartiere mancano i servizi di base come l’asilo nido, il consultorio familiare, centri di aggregazione giovanile, centri diurni per anziani; c'è un'assoluta carenza di aree a verde attrezzate e strutture sportive comunali.   
In questi anni le amministrazioni comunali e provinciali hanno sperperato fiumi di denaro pubblico  in strutture che dopo essere inaugurate vengono puntualmente abbandonate (come ad esempio il palasport di Nesima). La chiusura degli impianti pubblici nega il diritto a fare sport a tutti coloro che non si possono permettere di frequentare costose palestre private.

SE COMUNE E PROVINCIA CHIUDONO, NOI APRIAMO! 

Il Centro Popolare Occupato Experia (una struttura occupata, auto-organizzata e auto-finanziata che da anni è presente nell’Antico Corso)  apre una palestra popolare rivolta a tutti, lavoratori, studenti disoccupati, per rivendicare un diritto negato e per riappropriarsi in maniera sana del proprio tempo libero. 

 

  • LOTTA LIBERA & LOTTA GRECO ROMANA: dal lun al gio h17.30 - h20.30
  • DANZA MODERNA (HIP HOP :: JAZZ): mar h17.00 - h18.00 || sab h16.00 - h17.00
  • JUDO: ven h.20.30 - h21.30
  • L'ANTICA E NOBILE ARTE DEL PING PONG: mar a partire dalle h17.00


15 ANNI DI OCCUPAZIONE, 15 ANNI DI LOTTA

L'Experia è un centro popolare nato occupando una struttura assolutamente abbandonata, lasciata per anni in totale degrado dalla nostra amministrazione. 15 anni fa abbiamo deciso di occupare, ripulire e ristrutturare l'ex cinema esperia, restituendo al quartiere uno spazio pubblico.

In questi anni l'experia ha rappresentato un punto di riferimento per la città, è stato un luogo dove giovani e meno giovani hanno potuto incontrarsi e confrontarsi, organizzando in prima persona i propri momenti di socialità: pranzi e cene popolari, rassegne di film, concerti, mostre, laboratori, iniziative di lotta e di dibattito; iniziative in cui nessuno ha mai guadagnato una lira.

E' questo il senso che ha ogni nostra iniziativa, non l'arricchimento di qualcuno ma la riappropriazione di momenti e esperienze, molte volte negati dalla logica del profitto e della carenza di servizi sociali. Proprio per questo crediamo che l'aggregazione sia un'arma, un'arma che può essere usata contro il potere dei padroni, contro chi ci sfrutta.

Pensiamo che sia necessario resistere e opporsi alla situazione di precarietà e disagio in cui i governi (centro destra o centro sinistra) e i padroni (dalla confindustria ai piccoli imprenditori) ci costringono a vivere. Siamo stanchi di contratti di lavoro ad intermittenza e sottopagati che non garantiscono un futuro, o addirittura essere costretti a lavorare in nero rischiando, per guadagnare due lire, la propria vita.

Catania rispecchia la situazione di precarietà e di disagio in cui i padroni ci costringono a vivere, una città in cui per la maggior parte delle famiglie catanesi è un problema arrivare alla fine del mese, dove per i giovani non esistono possibilità di lavoro stabile e ben pagato, una città in cui oggi è diventato impossibile comprare una casa e tutto è lasciato in mano alle agenzie immobiliari che acquistano le case a due soldi rivendendole a carissimo prezzo o speculando sugli affitti.

Solo la lotta e l'unità permettono di resistere
e realizzare concretamente le nostre esigenze.
 
Se si è disgregati non si è uniti,
se non si è uniti non si può lottare! 
 


:: LIVE :: SABATO 13 OTTOBRE ::

locandina 13 ott


:: LIVE :: SABATO 6 OTTOBRE 2007


:: LIVE :: Giovedi' 4 Ottobre 2007

LANGHORNE SLIM

LANGHORNE SLIMUna storia comune  a quella di molti altri. La provincia che non offre nulla, la città che  offre tutto e abbaglia: accade anche negli Stati Uniti. Lui si chiama Sean  Scolnick ed è nato 27 anni fa a Langhorne, Pennsylvania, da dove fuggì  rapidamente puntando dritto verso le mille luci di New York. Del luogo  d’origine tenne solo il nome ed a New York entrò immediatamente in contatto  con la piccola ma agguerrita scena out-folk, nella quale si distinse  immediatamente per la prepotente verve scenica, che in poco tempo ne fece  l’attrazione più seguite.

Ora sbarca in Europa per il suo primo tour  oltre oceano, ha all’attivo un mini-cd ed un cd sulla lunga distanza per la  Narnack Records, etichetta per la quale incidono anche i Sonic Youth ed i  legendari Fall, le sue registrazioni sono state accolte con grande  entusiasmo dalle riviste specializzate, e non, di mezzo mondo.

http://www.myspace.com/langhorn
http://www.langhorneslim.com
http://youtube.com/watch?v=b3vB0aA5Cj8

Giovedì 4 Oct ::  h 22.30

CPO Experia :: Via Plebiscito 782 - Catania


September live

Sabato 15 SETTEMBRE 2007 - live@cpo EXPERIA